GIGI, FRATELLO DI ERNESTO

Inturnu…Al càminetu, è il titolo di un libretto di poesie scritte in vernacolo dal poeta Ernesto Parini, l’autore del Me car Legnan. Ernesto, aveva un fratello che si chiamava Gigi, altro bel personaggio che ha contribuito a tenere alto il nome di Legnano, anche lui, uno dei fondatori della Famiglia Legnanese, per diletto dipingeva e i suoi soggetti preferiti erano gli angoli del borgo divenuto città. In copertina la tanto amata piazza con lo sguardo su corso Magenta e di seguito ho fotografato alcune sue opere che in molti riconosceranno, ma altri no e allora ho pensato ad una didascalia per ciascun disegno…

Vicolo Legnani, ancora adesso se vi mettete a guardare in quel punto (via sant’Ambrogio con alle spalle via Giulini) ciò che domina è la ciminiera della ex Manifattura di Legnano vincolata dalla Soprintendenza delle belle arti, sono cambiati i condomini laterali dove ora sanno di moderno e confortevole,  qui invece c’erano i cortili quasi a ridosso dell’antica chiesa…

Corso Magenta, al centro il bel palazzotto a 3 piani in stile liberty, che fa angolo con via Beccaria, costruito nei primi anni del ‘900 e dedicato ad abitazione degli impiegati della vecchia tessitura Giulini & Ratti… Poi riconoscibile l’Albergo del Corso…

E qui siamo all’interno dei cortili dul Burgu dul maragasc , si riconosce la sagoma della chiesa di sant’Ambrogio, quel triangolo fra la via Buozzi, piazza Achilli e via Saule Banfi e via sant’Ambrogio ha cambiato completamente pelle negli anni 90, solo sulla via sant’Ambrogio è stata fatta una piccola ristrutturazione conservativa mantenendo le anse della strada, l’intero isolato ora guarda al terzo millennio…

E qui siamo all’inizio di via Barbara Melzi, a sinistra la costruzione ancora esistente delle Canossiane mentre a destra vi era ‘la Filanda’, la via che parte dal Sempione con la sua strozzatura originale, si allarga ora col nuovo condominio munito anche di portici che continuano sia di fronte alla piazza del Redentore finendo in via Dante…

Qui si sta per entrare in via Macello, a sinistra ci sarebbe l’Olona  a destra il vecchio cortile scomparso negli anni 80, le case disegnate a sinistra esistono ancora, alle nostre spalle ci sarebbe quel tratto di Olona che arriva in piazza Carroccio ed il pittore, diciamo che è piazzato col suo cavalletto sul ponte di via Beccaria.

E qui non c’è nulla da spiegare, una delle costruzioni più antiche del borgo, che ha cambiato fisionomia nel tempo e che immortalata così pare un sogno innevato…Bravo Gigi !!

La sua produzione iconografica non si ferma qui, oggi abbiamo fatto un piccolo viaggio, in tempi di reclusione forzata, mi pare già tanta roba…

Poi Rita mi manda un bel quadretto di Gigi che possiede nella collezione privata, ed in questo momento il soggetto, tanto ci aiuta a sentirci vivi…

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