E VI PENSO…

Nei 50 giorni di reclusione preventiva che abbiamo passato in tanti, mi è rimasto molto da pensare, all’inizio un po’ di paura, poi alcune consapevolezze, questi continui allungamenti dell’attesa lasciavano presagire qualcosa di non buono, abbiamo seguito il famoso picco, lo abbiamo superato e da lunedì il mondo sembra quasi tornato uguale. Ma uguale non è, per qualcuno si, alcuni milioni di italiani hanno continuato a lavorare, altri no, gli studenti coi loro insegnanti si sono inventati le lezioni a distanza, ma tutti, proprio tutti, dal nido all’università, hanno sofferto la mancanza di socialità. Mi hanno insegnato durante l’adolescenza, di vivere il presente, mi hanno insegnato che la preoccupazione rovina il presente, ma ora come ora, non si può fare come gli struzzi cacciando la testa sotto terra. Il ‘prossimissimo’ futuro riguarda tutti, come il virus, e come mi mette tristezza pensare ai milioni di studenti che hanno vissuto un disagio non da ridere (o magari qualcuno lo ha trovato pure piacevole), mi mette un filo di sottile angoscia quello che succederà nella prossima stagione. Nel post precedente mi sono soffermato sul futuro di bar e degli addetti alla ristorazione, ma non possiamo certo dimenticarci, tutti, degli operatori che girano intorno allo sport, allo spettacolo, alla cultura, un altro fiume di professionisti che vivono con la gente (tutti noi) che si riunisce a date e orari prefissati con grandi assembramenti di persone (che ora pare siano il male assoluto). E vi penso, non perchè fate parte della mia vita, ma perchè, amando la vita nella sua maggiore espressione di essenzialità, so per certo che  i vostri problemi, saranno i problemi anche miei, dei miei figli, dei miei parenti… Tutti abbiamo diritto di vivere in maniera dignitosa e la mancanza sia di un impegno lavorativo, quindi di uno stipendio, sono l’essenza del ‘poter’ vivere… Penso anche a Voi che ci trasportate per cielo, per mare e per terra, questo blocco avrà già creato un grosso danno, e ora che si fa? Non si va più in aereo, in treno, in nave ? Qualcosa bisognerà sapere a breve, se si blocca la circolazione, nel nostro mondo così concepito, dove finiremo ? Tutti col reddito di cittadinanza? Dobbiamo essere consapevoli di essere nella società dove consumare è il motore, in città molto più difficile che in una società rurale, e in Italia c’è di tutto, dalle comunità montane a milioni di addetti all’agricoltura, dell’industria, del commercio, dei servizi… Come andrà a finire? Io vi penso, io ci penso, perchè qualche idea dovrà pur saltar fuori…Buona vita amici…

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