EVVIVA LA LEGALITA’

 

Il ballottaggio del 4 e 5 ottobre sarà tra due validi giovani legnanesi che più che la destra o la sinistra, rappresentauno una novità per il nostro Comune. C’è però una sostanziale differenza tra i due contendenti: Carolina non ha mai lottato in città per qualcosa, è arrivata a luglio mettendo insieme una bella civica di persone per bene e ha sottratto un po di consenso ai 3 partiti che la sostengono, gli stessi che ci hanno lasciato qui con la commissaria quasi un anno e mezzo, gli stessi che mai hanno detto una parola sulle condanne di sindaco e vicesindaco, gli stessi che scrivono sui muri ‘parlateci di Bibbiano’ o ‘parlateci di Palamara’ e mai ‘parlateci di Fratus’ o ‘parlateci di Cozzi’ o ‘parlateci dei 22 milioni di Amga’ oppure anche ‘parlateci delle Fondazioni che volevate mettere in piedi’… Insomma, Carolina pur essendo una donna giusta, chiude gli occhi su questi, chiamiamoli così: ‘particolari’. Lorenzo dal canto suo, può vantare un impegno civico con due mandati in Consiglio comunale, esperienze importanti per chi si candida a Sindaco, esperienze fondamentali per svolgere un lavoro fatto bene. I ragazzi hanno avuto intorno a loro un grande entusiasmo, da questo punto di vista li invidio, se non c’è quello, non si va da nessuna parte, ma, numeri alla mano e soppesando quanto è successo a Palazzo Malinverni, non possiamo meritarci ancora gente che ha taciuto a certe vergogne, gente che è ancora li al proprio posto e che continuerà a fare quello che la magistratura ha chiamato ‘il sistema Legnano’. Da cittadino non direttamente coinvolto questa volta ( da noi l’entusiasmo e la collaborazione erano sotto i tacchi, per questo ho rinunciato a tutto) mi sento di consigliare agli indecisi e anche ai legnanesi di buona volontà, di scegliere l’opzione Lorenzo Radice, per Carolina, un po di esperienza in Consiglio, le potrà fare solo bene, entrai anch’io 8 anni fa all’opposizione pur portando a casa il 13,7%  con 3376 voti di lista, non chiesi nulla, mi accomodai con il collega Olgiati ora parlamentare che di rivluzionario ha solo lo stipendio, e imparai a conoscere Palazzo, colleghi e avversari… Senza conoscenza, avessi vinto quelle elezioni, con un gruppo di scappati di casa, potevamo fare solo disastri, per fortuna non  è successo e dopo avere riconquistato il mio posto nel 2017, arrivammo prima della Magistratura a capire che qualcuno barava, e le prove sono arrivate. Ve lo chiedo col cuore in mano: W la legalità, W chi vive la politica come servizio e non come opportunità. Il nostro sacrificio, non sia vano. ( e Rogora, Rigamonti e Brumana delusi dai mancati apparentamenti, suggeriscano lo stesso, il Comitato Legalità non va preso come una futile cosa del passato…)


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