TUTTO INIZIA E TUTTO FINISCE

 

Le ‘tradizioni’ non hanno il dono dell’eternità, sono cose buone in genere, non creano danni, ma socialità (in genere), ma se anche il vinile è andato in pensione dopo mezzo secolo, le videocassette dopo un paio di decenni, la TV col trasformatore dopo 20 anni o il cinema che nelle sale sta andando a rotoli, bisognerebbe fare una giusta ‘pensata’ anche per le risorse dedicate a questo Palio di Legnano, divenuto una forzatura per una cittadina che a breve verrà assorbita nella Città Metropolitana entro pochi anni e perderà Sindaco e Consiglio Comunale, per lasciar spazio ad un fiduciario, tipo Podestà del prossimo Sindaco Milanese  che fino al 2026 rimarrà Beppe Sala. Come ho già detto e riportato in altri post, il nostro Palio, abbozzato poco prima della seconda guerra mondiale e ripartito ufficialmente nel 1952 sotto l’egida del vecchio Sindaco Anacleto Tenconi e la goliardia della neo nata Famiglia Legnanese, a 70 anni di distanza ed entrati nel nuovo secolo e nuovo millennio, mi pare che anche chiamare ‘tradizione’ questa cosa, sia un po’ come bestemmiare in chiesa ( forse il paragone è un po azzardato, ma rende l’idea). Per quelli a cui sto già sul piloro dopo aver letto queste prime righe, invito sempre ad aprire questo link col protagonista il prof Augusto Marinoni, molto più autorevole di me che già mezzo secolo fa definiva un falso storico tutto l’evento…

https://danieleberti.it/2018/11/lo-disse-il-prof-marinoni

Duecentomila euro erogati dal Comune, più altre decine di migliaia di euro per sostenere le 8 contrade e le altre decine di migliaia di euro per pagare personale e promozione, sono soldi spesi male, il palio così come è concepito dovrebbe fare ne più e ne meno come le associazioni sportive che hanno si un piccolo contributo dal Comune, ma ciascuno i fondi per divertirsi se li deve cercare con gli sponsor. Lo fa Giovanni Munafò il giovane presidente del Legnano Calcio, lo fa Marco Tajana col Legnano Basket, lo fanno tutti i presidenti di altri sport qui in città e nei Comuni di tutta Italia. La sagra del Carroccio è nata da una festa popolare tra le due guerre dopo che a Legnano è stato piazzato il monumento del Butti, esortato da Garibaldi appena dopo l’unità incompleta d’Italia nei pressi della ‘Banca di Legnano’ da quel balcone famoso all’incrocio con via Verdi e via Crispi…

Della battaglia di Legnano del 1176, nessuno sa nulla, rimane più una leggenda che un ‘fatto storico’, scomparso per secoli e riesumato nell’800 col Risorgimento, a simboleggiare la cacciata dello straniero, tema poi ripreso in mano dal senatùr Bossi negli anni ’80 , rubando l’effige del nostro Monumento senza pagar dazio, e sempre per la cacciata ‘degli stranieri’ stavolta… Ma Legnano cosa rievoca ? Nessuno può dire con certezza nemmeno che il campo di una battaglia fosse proprio quello del nostro Comune, che cosa abbiamo fatto per meritarci e arrogarci il titolo di aver vinto una battaglia ? E’ un po come se il Milan andasse tutti gli anni a festeggiare la vittoria dell’ultima Champions ad Atene invece che a Casa Milan, non pensate? E poi, gli abitanti dell’epoca di quel borgo contadino che forse non contava nemmeno 1000 anime, cosa hanno fatto? Ci hanno costruito il nostro futuro ?  Dai ragazzi, il titolo di Città ci è stato conferito 97 anni fa, nel 1924, prima eravamo un borgo agricolo con un po’ di cascine sparse e dall’ultimo ventennio dell’800, la rivoluzione industriale ha trasformato questi borghi vicino a noi come Busto, Gallarate, Parabiago in luoghi dove si lavorava e si sgobbava 10-12 ore al giorno in ambienti malsani tra tessiture e officine meccaniche, Legnano è diventata quello che è per i pionieri dell’industria di cui godiamo ancora di Case, dopolavoro, campi sportivi….La nostra storia non ha un secolo e mezzo di vita, quella da ricordare intendo, quella che ha veramente dato una svolta ‘progressista’ a questi 18 kmq… L’entusiasmo degli anni ’50 lo comprendo, sta città era piena di muraglie che recintavano le fabbriche, poi sono cambiate tante di quelle cose in 70  anni, che non si può rimanere aggangiati ad una tradizione forzando la mano ed enfatizzando qualcosa che non ha cambiato nulla per il nostro presente. Non fraintendetemi però: la vita sociale delle Contrade ha il suo senso come esistono associazioni culturali e sportive e artistiche, ma devono iniziare a vivere una loro autonomia e magari cambiare i parametri. Negli anni a cavallo dei due secoli (1900-2000), nessun tentativo di esportazione del nostro evento cittadino hanno mai riscontrato il successo, perchè le forzature sono degli insuccessi prima ancora di partire. A Siena non è così perchè la il borgo nel suo recinto di mattoni rossi, racconta una tradizione di secoli ed è divenuto nel tempo luogo che attira turisti e curiosi ed appassiona il 90% dei senesi. A Legnano tutto ciò si è spento nel tempo, l’evento ad essere magnanimi interessa il 30% degli abitanti, anche se, devo ammettere con piacere, che le contrade sono veramente divenuti motori di socialità, quando ero bambino io, i manieri venivano aperti praticamente solo per il mese di maggio. Il vecchio sindaco Tenconi e poi Accorsi tra il 50 ed il 70 promossero anche il carnevale cittadino, che poi naufragò, ci furono allora gli oratori negli anni 80 a sostenere belle sfilate di carri, ma poi finì tutto. I motoclub, i carri armati in piazza, la piazza del mercato, la fontana dei caduti… sono rimasti ricordi o riposizionamenti, ecco il Palio con quella commistione di sacro e profano dovrebbe tentare di discutere come poter ‘reinventarsi’, sganciandosi da tutto , tenendo il Comune come promotore e sostenitore senza costringere preti e sindaci a fare una parte che anche per loro potrebbe essere imbarazzante… Da piccolo, ricordo i tornei di calcio al Pino Cozzi tra contrade, io, vedrei bene una specie di olimpiade cittadina tra contrade, senza scomodare cavalieri con le spade o grandi maestri di non so che cosa… Questa è la mia proposta, una proposta che potrebbe coinvolgere anche un sacco di società sportive presenti in città, della corsa di 8 cavalli per portare una copia di un crocefisso nella chiesa vincitrice, mi pare quasi svilente: una corsa di cavalli, e chi vince tiene la croce in chiesa e perchè non nella sede di contrada ? Sono interrogativi, non critiche, il Legnano calcio ad esempio esiste dal 1913, ha avuto alti e bassi e continua a sopravvivere malgrado porti 500 persone a domenica nello storico stadio, se arrivasse in città in piccolo Berlusca potrebbe portarlo di nuovo ad alti livelli, però li si lotta con forze proprie, c’è un movimento giovanile e tutto ciò è cosa buona, come è cosa buona sapere che ci sono oltre 100 associazioni sportive, culturali, di mutuo soccorso, nella famosa ‘città del carroccio’… Ma poi, commemorare una battaglia dove la gente si è ammazzata per conquistare terre e potere, ha ancora senso? Boh, ditemelo voi…

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