VENGO ANCH’IO, NO TU NO…

 

Ero un bambino di 5 anni quando Enzo Jannacci se ne uscì con questa canzone, che, passate diverse generazioni (e più di mezzo secolo) ancora qualcuno canta o riprende con parole diverse il motivetto super orecchiabile. Due giorni fa, scrissi un post intitolato NON CI CREDO, provai un brivido quando mi parlarono del trapasso di SebaBianchi, un giocatore di basket tornato a Legnano per questa stagione…

https://danieleberti.it/2021/11/non-ci-credo

Usai poche righe per descrivere il velo di tristezza che mi aveva attraversato negli istanti in cui appresi la notizia… Stamattina in vicolo Corridoni ho incontrato il mio amico Lollo: ‘Seba, stanotte è tornato a casa’… Sospiro di sollievo, non potevo crederci 2 gg fa, ora sapere che egli è ancora con noi mi risolleva. Poi nascono le domande: ma allora tutto sto cinema messo in piedi da lui, dai giornalisti, è un cinema che può fare chiunque? Ho pensato di immedesimarmi come genitore: sto ragazzo, forse, qualche problema da risolvere ce l’ha, l’eco mediatica di essere passato anche in Rai su ‘Chi l’ha visto’ ha scatenato qualsiasi tipo di commento sui social, e siccome i social esistono, se ne leggono di ogni in queste ore… E allora, dopo quello che ho letto e mi hanno letto, mi è venuta alla mente una strofa di Jannacci del suo grande successo del 1968

Lasciando perdere le suore, che al momento non ci interessano, la frase che più mi intrippa è quella di vedere al tuo funerale se la gente piange davvero, e fin da piccolo mi son sempre detto: però è vero, sarebbe interessante da vivo finto morto guardare questo film. Io non voglio giudicare, il minestrone mediatico che lo dava inizialmente per suicidato, poi no disperso, poi l’ultima persona che lo ha visto e poi e poi e poi… Solo lui lo sa che cosa gli è passato per la testa. Condannarlo? Perdonarlo ? A 29 anni si è uomini non adolescenti, una tiratina d’orecchie, forse, se la meriterebbe, non si merita invece la cattiveria incallita di taluni, in fondo adesso cominciano i guai, dopo una cazzata del genere cosa ci avrà guadagnato il gigante lottatore? Con quale stato d’animo si potrà ripresentare al PalaBorsani prossimamente, ma anche se fosse lontano da qui, questo trascorso è una macchia indelebile. Sulle favole come la resurrezione di Lazzaro, ora per Seba sarà difficile far finire tutto a tarallucci e vino, ce lo possiamo augurare per il futuro, certo che se a decine si mettessero a pensare di voler vedere il proprio funerale da vivi, per soccorritori e magistrati, ci sarebbe un ulteriore lavoro da portare avanti… Ma nella canzone di Jannacci, c’è un altro pezzettino che deve far riflettere, leggetelo bene, rispecchia a oltre 50 anni di distanza, la situazione di una società ridotta alla deriva, di una Stato che ha perso di vista l’Essere Umano come essenza, riducendolo ad un codice a barre o QRcode

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