QUELLA COSA CHIAMATA CASTELLO

 

In questi giorni è partita una nuova polemica sulla ristrutturazione dei fienili di quel luogo chiamato bonariamente Castello, ma castello non lo è stato mai nel senso originario del termine, e tutte le modifiche che ha subìto nel tempo non lo hanno mai reso una ‘fortezza’ con dentro una comunità che ivi lavorava: era inizialmente una sorta di convento poi passato a varie famiglie ricche che hanno ristrutturato a piacimento la struttura, poi è stato fatto un torrione centrale, delle torrette, ma diciamocelo per onestà: gli vogliamo bene, ma non è un castello quell’agglomerato di cose varie, non è una pieve, non è un palazzotto, è stata una residenza di caccia, ma se lo guardiamo con occhi neutrali, chiamarlo Castello è come dire che esiste davvero babbo natale… E allora servono delle foto belle come quella di Francesco Morello per farlo apparire dignitoso… Sono passati 50 anni da quando il Comune guidato dalla terza giunta Accorsi lo acquistò dai Cornaggia, ultimi proprietari privati che a Legnano di palazzi e appezzamenti di terra ne avevano una cifra, poi piano piano, ma piano piano, man mano che avanzavano i soldi lo si è rattoppato in qualche modo rendendolo fruibile, anche con opere discutibili come il cubotto bianco, ed ora che salta fuori un progetto fattibile per togliere dalla vista l’obbrobrio di quei fienili crollati, per qualcuno, non va bene, non è in linea con chissà che cosa… Prima di continuare a leggere, aprite questo link di un mio vecchio post in cui Mario Villa, racconta e documenta cosa era quella cascina nei suoi anni dove dentro li ci abitavano una decina di famiglie…

https://danieleberti.it/2015/06/mario-villa-ed-il-suo-castello-visconteo

 

E’ stato insopportabile per anni vedere quel luogo incompleto, ora che si sono trovati i fondi, che lo si completi in qualsiasi modo, e quando sarà completato, gli si dia una vita seria, quel cosiddetto castello deve rimanere vivo giorno e sera, perchè, pur non essendo un castello ha il suo perchè, considerando che il Comune è diventato colpevole di aver mandato alla rovina anche l’ultimo mulino legnanese, quello dietro l’isola, acquistato 35 anni fa e lasciato andare in malora….

https://danieleberti.it/2016/11/labbraccio-del-nostro-fiume-olona

L’unico progetto sensato per una ristrutturazione fatta a modo di quel luogo l’aveva pensato Guido Sutermeister, come già scritto nel post con le foto di Villa, ma fu sempre osteggiato, anche perchè a suo tempo, quello era luogo privato e solo dei cervelli ‘avanti’ potevano pensare ad un recupero con una dignità storica. Il cosiddetto castello, abbandonato dalla famiglia Villa nel 1977, fu poi abbandonato e violentato per anni e anni, pezzi pregiati rubati e sfregiato da vandalismi gratuiti… E adesso vogliamo fare polemica per il progetto di recupero dei fienili ? Prendiamolo  e sosteniamolo subito, qualsiasi cosa ne venga fuori sarà certamente migliore di adesso, ma lo so già, per avere un filo di visibilità sui giornaloni locali, si riesce a far polemica anche sul sonno eterno di un Franco Tosi che li a pochi passi riposa in pace con tutta la sua famiglia…

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