CHE CONFUSIONE, SARA’ PERCHE’ TI AMO

Questa mattina mi sono alzato con un piglio particolare e ho deciso di fare una passeggiata dal Museo al Cimitero per controllare se il sepolcro di Carlo Dell’Acqua continua a peggiorare le sue condizioni (e questo è confermato) e per controllare e confermare le date di nascita e di morte dei Dell’Acqua dell’ex cotonificio, nato in pieno centro 150 anni fa e sul quale si fa una grande confusione sia sui libri scritti sia sulle notizie riportate su wikipedia che copia e incolla le cose scritte da qualcuno con o senza fonti certe. Di confusione ne ho fatta anch’io in passato nei miei post, fidandomi di letture veloci, ma ci sono 2 testi che non lasciano dubbi: il primo risale al 1954 a firma del bustese Peppino Rossi ed il secondo, un bel libro del 2007 curato da Luca Nazari e Cristina Masetti che su Legnano hanno scritto molto, ma anche su questo libro si sono lasciati andare dall’ominimia del cognome e credo che questa confusione ce l’abbiano in molti legnanesi appassionati di storia locale. Partiamo già dalla data di nascita di Carlo: tutti riportano 30 marzo 1848, ma sulla tomba è riportato il primo aprile, uno scherzo ?  Un ritardo di trascrizione? Poco cambia, per certo, Carlo Dell’Acqua è deceduto il 1° agosto del 1918. Per tutti. Nato e morto nella sua Legnano.

 

L’ex cotonificio e tessitura del centro, scomparsa a fine anni ’60, e fondata nel 1871 dai figli di Antonio Dell’Acqua  (suo zio) quindi suoi cugini, fabbrica in cui egli lavorò, ma  nell’ultima parte dell’800, Carlo si distinse più come uomo politico legnanese che non come macchina da guerra in fabbrica e fu anche Consigliere e Assessore. Nel 1900 venne eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati e li verrà rieletto nel 1904, 1909 e 1913, e nel 1916 durante un accorato appello in Parlamento ebbe un malore che suscitò molto scalpore (eravamo in guerra, ricordiamolo) ma la sua vita era giunta agli sgoccioli, due anni dopo sarebbe trapassato. 

La nipote Nella Bolchini Bompani vissuta  un secolo abbondante e nata nel 1915 non seppe spiegare ai giornalisti il perchè del distacco dai cugini del centro per imbarcarsi nell’avventura coi bustocchi Lissoni e Castiglioni, fatto sta che quando si parla di Dell’Acqua Carlo, lo si associa ad immagini della fabbrica che non era sua, La sua villa (foto in alto di copertina) era già esistente all’angolo di via Cairoli con la 29 maggio nel lontano 1880 e la fabbrica e le case operaie nacquero ad inizio 900, le case ci sono ancora, della fabbrica rimane solo la villa padronale (presumibilmente occupata all’epoca dal direttore di fabbrica) all’angolo tra via Micca e via Vittoria. (il resto fu abbattuto nel decennio 1960-70). Ora le immagini che ho recuperato dalla genesi

Questa è la famosa foto del 1880, si vede chiaramente la villa e il pezzetto di via Cairoli, lo spazio verde in primissimo piano diventerà il villaggio Tosi con le sue villette che noi abbiamo conosciuto rosse ma che all’epoca erano di colore chiaro, probabilmente giallo.

Documento del 1896: la via Cavour pare un passaggio di terra battuta e la via Mazzini arriva solo fino a via Micca, nella parte centrale verranno costruite le case operaie, a seguire 2 foto ove si vede il muro di cinta di via Cavour della Fabbrica (laddietro le case di via Pietro Micca) e una del ’65 in cui il nuovo prende il posto del vecchio con la ciminiera ancora in piedi. (il palazzo che si vede è quello all’angolo con via don Emanuele Cattaneo)

Come sia andata a gambe per aria la tessitura dei soci Lissoni e Castiglioni non lo so, diciamo che dal 1950 in avanti nella nostra zona è stato uno stillicidio di chiusure, sappiamo per certo invece che la bellissima villa venne ceduta agli Agosti che  la sostituirono nei primi anni 30 con questo capolavoro:

Capolavoro che durò ben poco visto che nel 1955 c’era già in piedi il condominio che all’angolo Cairoli /29 maggio vediamo ancor oggi, di cui è rimasto solo il vecchio cancello chissà quante volte aperto e chiuso dall’Onorevole a cui è stato intitolato l’istituto omonimo di via Diaz. Lo zio Antonio e i vari cugini, hanno il loro sepolcro non lontano dalla tomba di Carlo (che si era imparentato con i Banfi della Manifattura), sepolcro ancora in ordine e curato di cui vi posto alcune immagini: questi sono i Dell’Acqua che cedettero ai Brusadelli la proprietà a cavallo degli anni 20/30 e che costruirono il dopolavoro e le palazzine di via Gorizia/Montenevoso, poi arrivarono i Riva per il colpo finale e poi mi raccomando, basta parlare di ponte liberty sull’Olona in via Matteotti, un vezzo che qualcuno si è inventato e che di liberty non ha nulla a che fare…

Per finire vi ho fotografato le due pagine originali del libro del ’54 con i volti di Carlo, del Lissoni e del Castiglioni… Più Carlo di così…

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