IL QUARTO SCAGLIONE ’82

 

27 aprile 1982, il treno che partì intorno a mezzanotte dalla Centrale di Milano, mi portò di buon ora a Orvieto… E con me, in quella caserma che domina la splendida città umbra circa 2000 ‘reclute’ arrivarono tra il 27 e il 28… Non avevo ancora 19 anni, per me un trauma partire per essere rinchiuso in quel carnaio di coetanei o quasi… Si diceva: ‘andiamo a servire la Patria’… 40 anni fa… Poi a fine del servizio di leva, che per noi del 4°/82 si concluse il 5 aprile 1983, scopri che ciò che rimane sono le amicizie coltivate in un anno di convivenze non sempre facili, perchè l’addestramento, è risultato una pagliacciata, un anno buttato nel cesso, malgrado 10 mesi passati in Capitale.  Mi toccò il corpo dei Granatieri di Sardegna, quando sei alto almeno 180cm  senza tacchi, potevi essere reclutato li, e qualche bella soddisfazione, noi del 4°/82 ce la siamo presa: facevamo le guardie al Quirinale, a Palazzo Madama e a Montecitorio, piuttosto che all’Altare della Patria dove l’11 luglio mi toccò il turno a fine partita dei mondiali vinti in Spagna con il 3 a 1 alla Germania e quando avevamo un vero Presidente della Repubblica, non sta mummia telecomandata dalle stelle e strisce d’oltre oceano. Ho messo in rete tanti anni fa un video che ricorda la giovinezza di tanti miei compagni con le musichette che abbiamo imparato a memoria… La nostalgia rimane, quella della giovinezza, più che dell’uniforme e di quel disgustoso cibo che ci propinavano…

Quarant’anni fa… E la testa rimane quella dei 30 anni quando pensi di aver imparato tutto dalla vita, ora ti ritrovi nell’autunno dell’esistenza, e il tuo corpo è segnato   da una serie di magagne che ne basterebbero metà… Ma come dicevo, rimane sempre qualcosa di buono, che sono poi le amicizie, con diversi compagni d’avventura ci si incontra saltuariamente da diversi anni, è bello invecchiare assieme ricordando che abbiamo lo stesso nome e cognome ma un corpo e una testa diversi, incredibilmente diversi… Quindi ci auguriamo di continuare così, le nostre caserme sono state abbandonate, a Orvieto ora c’è il parcheggio nella piazza d’armi, oramai da 20 anni, e a Roma sulla Tiburtina o a Monte Sacro dove ‘ce stavano’ il Cengio e l’Assietta, sono desolatamente vuote, senza vita, senza gioventù che ne combinava di tutti i colori, con l’ormone a mille, e con quella forzatura di obbedire a quattro graduati che a loro volta obbedivano a ordini di Generali con tante stelline sulle spalle e sul petto…  Buon autunno della nostra vita cari Granatieri del 4°/82 e anche a tutti gli altri che poco prima e poco dopo sono stati sottoposti al giochino del prestito di un anno di vita, per diventare Uomini… Ma la patria cos’è ?

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