FREGNàNO NIGHT CRACK

 

Se il giornalismo d’inchiesta è morto e sepolto, se il giornalismo in genere è sepolto e asservito ai padroni del vapore, esiste ancora qualcuno che vuol vederci chiaro su questioni facili facili, come quella di una bella sgambata di fine estate che è già saltata nelle edizioni 2020 e 2021 e la si vorrebbe far saltare anche nel 2022 perchè si sa, non c’è il 2 senza il 3. Stiamo quindi parlando di una festa popolare che coinvolge tra atleti , curiosi, parenti e addetti ai lavori, circa 5000 persone, solitamente di venerdì sera. Ci sono dei fatti certi sulla storia della manifestazione e cioè che il ‘patron’, l’anima di questo evento è stato per 15 anni Maurizio Pinciroli, già presidente del CAI legnanese, ora lo stesso Pinciroli, all’alba del 10 giugno esce sulla stampa con un requiem in cui elogia la storia (e fa bene) e alla fine lascia la patata bollente all’Amministrazione comunale, dicendo che il tempo è scaduto e che mancano i fondi per poter assicurare lo svolgimento della serata.

Domanda: ma la domanda di convenzione col Comune con tutti i crismi è stata fatta a gennaio come tutti gli altri anni in cui si è svolta la manifestazione? La risposta è NO. Di chi è la colpa? Dell’assessore Bragato o dello stesso Pinciroli?

Continuiamo:

Due giorni dopo il Sindaco Radice risponde al comunicato stampa dicendo che i fondi sono stati trovati con degli sponsor e per lui non ci sarebbero problemi per affrontare l’organizzazione anche se gli Uffici in mancanza di richieste hanno già pianificato il loro lavoro senza calcolare la LNR.

Domanda: capisco magari dimenticare una corona da mettere su un cippo, ma la LNR non è da considerarsi un patrimonio sociale e sportivo per la Città intera ? 

Ho notizie certe su una convocazione straordinaria di nuovi partner che potrebbero organizzare la corsa e mantenere una data settembrina, che si trovi un accordo, a questo punto dipenderà dalla volontà del Sindaco e della sua Giunta.

Voci invece più spigolose parlano di un accordo sottobanco per far passare di mano la manifestazione alla Fondazione Palio o all’US Legnanese che quest’anno ha proposto la sgambata del 1° maggio battezzandola come ‘puntata zero’ o prototipo del futuro.  Morale della favola, caro Sindaco, perdere l’occasione di ritrovarci tutti a settembre o al Castello o in Piazza per godere di una festa popolare, sarebbe molto grave, grave perchè certe occasioni uniche non si possono dimenticare e non si può fare il giochino dello scaricabarile sulle responsabilità. Per me questa è la prova del fuoco: se a settembre si corre posso ancora credere nell’autonomia decisionale della politica, se si scivolerà verso il 2023, rimarrà una delusione indelebile e mi preparerò per l’albero di Natale di legno proposto da Centinaio qualche anno fa, una delle tristezze più toccanti capitate nell’ultimo decennio amministrativo in piazza san Magno…

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