IL DOPOGUERRA E IL DOPOTANGENTOPOLI

Lo sapete dove erano seduti questi ex Sindaci ? No ? Ve lo dico io: erano seduti in attesa dell’inaugurazione del cippo nei pressi di piazza Carroccio a ricordo dell’ex Sindaco Anacleto Tenconi, era il 2 giugno 2015, per i più giovani, nella foto in alto abbiamo da sinistra il dott Franco Crespi , l’arch Cesare Croci Candiani, l’ing Amodeo (l’unico dei quattro a non aver mai fatto il sindaco) e il buon Pietro Cattaneo, l’ultimo democristiano a guidare il governo cittadino tra l’85 e il 90. Ho scelto questa foto perchè rappresenta un po’ il momento del commiato della vecchia DC che a Legnano ha dominato la scena politica dal 1946 al 1990 proprio con questi protagonisti: Tenconi e Accorsi,quasi 30 anni in due, Poggi e Candiani un anno a testa ed infine Crespi e Cattaneo 13 anni in due, per finire la fase con la guerra di tangentopoli in rappresentanza dei socialisti finì l’epoca il dott Mauro Potestio che fece solo 3 dei 5 anni previsti, il governo cadde sotto gli scandali di alcuni rappresentanti della giunta… Per quasi mezzo secolo dalla storia repubblicana, il Sindaco veniva scelto tra gli eletti in Consiglio Comunale, rimaneva in carica normalmente 5 anni… Dopo il terremoto provocato a livello nazionale che ha avuto ripercussioni un po’ ovunque è stata cambiata la legge elettorale, il Sindaco  doveva essere eletto direttamente  dai cittadini e la durata iniziale era di 4 anni, l’arch Turri fu il primo a inaugurare questa nuova ‘era’ (1993-97) poi con l’ascesa di Berlusconi e la sua Forza Italia, un po’ dappertutto i candidati sotto questa bandiera vincevano le elezioni. Turri per la verità, in piena bufera, venne sostenuto dall’allora Lega Nord di Bossi, poi ritentò a conquistare palazzo Malinverni smarcandosi dai leghisti e tentando la via della lista Civica, fu un flop, portò a casa giusto il 15% e Maurizio Cozzi il giovane avvocato rampante si avviò al decennio di governo senza trovare ostacoli, dal 1997 al 2007 vittorie senza se e senza ma, Legnano la si definiva roccaforte del ‘centrodestra’ con Lega e FI a farla da padrona, per gli altri briciole. Nella nuova legge elettorale non era previsto il terzo mandato se non intervallato da almeno 5 anni, nel 2006 a Legnano viene arrestato il vicesindaco, era l’epoca di bustarelle x la costruzione della nuova piazza, indignazione e scandalo ma l’anno successivo il delfino Lorenzo Vitali, stimato farmacista in città, straccia tutti al primo turno portandosi a casa il 57% … Cioè dopo uno scandalo che fece eco un po’ dappertutto riportando i vecchi fantasmi del ’93, il centrodestra stravince e Legnano rimane governata sempre dallo stesso gruppo, Maurizio Cozzi è assessore al bilancio e in molti ritengono sia lui ad essere il riferimento di tutto il cinema… Arriviamo al 2012, periodo che ho vissuto personalmente come attore, periodo in cui ho cominciato ad interessarmi di cosa succedesse in questa città delle polemiche… Vitali si ripresenta ma come cavallo azzoppato, qualche mese prima, il figlio di Bossi viene coinvolto in uno scandalo in Regione per dei rimborsi farlocchi, una cosetta rispetto alle cifre che girano nel mondo, nella indignazione generale. Risultato: Forza Italia e Lega si presentano separati, un suicidio a Legnano visto che i 5 stelle portano un candidato che può ‘rubare’ tanti voti, la questione sul piatto si gioca sui rom a san Paolo, un argomento ‘pesante’ per quell’epoca e tanti di voi ricorderanno le problematiche di quei tempi… Fratus fa il candidato per la Lega, Vitali per Forza Italia, Centinaio x il PD e la civica IxL, il Berti per i 5 stalle, i veri scappati di casa capaci di scombinare quei destini… Al primo turno mettendo insieme i voti di Vitali e della sua coalizione e il 13% di Fratus sarebbe vittoria al primo turno, ma sto conto è puramente numerico, la coalizione di Csx va al ballotaggio con Vitali, non ci sono apparentamenti e Vitali riesce a perdere le elezioni, nell’era del post tangentopoli per la prima volta il Csx governerà la città. Ho vissuto tra quei banchi i primi due anni, poi ho capito che i 5 stalle erano una truffa e ho lasciato l’incarico, il mio 13,7% conquistato lo porto nel libro dei ricordi con orgoglio, qui a Legnano  negli anni successivi x i 5s è stata una debacle e mi vien da dire: ben gli sta. Centinaio governa per 5 anni con tante difficoltà, il patto di stabilità tra tutti ma non riesce a legare coi suoi cittadini, lo sconsigliai alla ricandidatura, non mi ascoltò e nel 2017 riesce a perdere con Fratus al ballottaggio, nella mia Civica nessuno vuole proporre apparentamenti imbarazzanti (Centinaio noi non lo volevamo più e Fratus era così sicuro di vincere che non ha voluto dividere con nessun’ altro la sua vittoria)… La Lega per la prima volta porta due terzi dei consiglieri in aula, FI porta il quartetto del vicesindaco, il redivivo Maurizio Cozzi), nel frattempo una inchiesta corposa coinvolge la municipalizzata AMGA e la gestione allegra dei 9 anni di colei che la si voleva portare a fare l’assessora ai lavori pubblici, la signora Lazzarini. Questa cosa ha messo agitazione tra i componenti del Consiglio, la tensione già a Natale 2018 si tagliava col coltello, alla Lega non volevano questo cambio in giunta, è stata forzata questa cosa e l’assessorato Lazzarini è durato forse un mese, il Consiglio Comunale sfiducia Fratus e in pratica lo manda a casa malgrado i patetici tentativi di aggrapparsi a cavilli di legge… QUESTA è LA REALTA’ DEI FATTI. Poi arriva la magistratura che tra domiciliari e carcere coinvolge proprio i 3 protagonisti della forzatura politica, arriva la commissaria che rimane in città addirittura più di un anno fino alle elezioni dell’ottobre 2020 dove due ragazzi non ancora quarantenni si fronteggiano per conquistare il titolo di primo cittadino. Gli schieramenti sono classici: cdx contro csx, il resto è roba da ridere, briciole, che non servono per nessun apparentamento al ballottaggio, c’è il rischio che approdi al Malinverni la prima donna sindaco.  L’autunno post pagliacciata covid porta alla finestra tra largo Tosi,via Gilardelli, via Matteotti, via Luini il dottor Lorenzo Radice, colui che già nel 2017 poteva gareggiare contro Fratus e vincere, ma i soloni di via Bramante  preferirono il suicidio politico e aggiungo, ben gli sta. Sia chiara una cosa: io non sto ne con gli uni nè con gli altri, ho tentato di portare ‘il civico’ e ho capito che a Legnano non si può fare, vincono sempre i partiti, quindi come ho dichiarato nel 2012 che al ballottaggio avrei votato Centinaio, nel 2017 al ballottaggio avrei votato Fratus e nel 2020 ho dato la preferenza finale a Radice, ecco, ho scelto quello che in quei momenti poteva essere il miglior governatore e non me ne pento e anzi ne vado fiero… Quando non mi interessavo di politica e votavo per simpatia in maniera inconsapevole ho favorito prima Cozzi per ben due volte e Vitali dopo, in poche parole insomma, da consapevole o da tifoso, il mio Sindaco scelto ha sempre vinto.  Quando sento le attuali opposizioni che sbandierano l’assoluzione in secondo grado del trio citato prima, come motivazione della loro sconfitta del 2020, mi viene proprio da ridere, hanno perso 4 a 0 e recriminano perchè l’arbitro non ha concesso un rigore, questo dimostra lo spessore politico di certi avventurieri per avventure non alla loro portata…  Ora Radice sarà il nostro Sindaco fino alla fine del 2025, quindi altri 2 anni, in questi 2 anni cambieranno molte cose, dalla sua parte pesano positivamente opere importanti come l’illuminazione cittadina e la riconversione di molti edifici storici recuperati, c’è quello che dico io ‘rischio cadorna’, cioè la continua forzatura dell’attuale Sindaco a far diventare la Città tutta un dosso e una zona 30 con quelle cazzo di piste ciclabili che sembrano a lui e ai suoi amici il nirvana per il futuro dell’uomo. Ecco esagerando su questo tema, nel 2025 si ripresentassero gli stessi candidati al ballottaggio, il rischio prima donna sindaco sarebbe alto, i legnanesi sono così, non so se dire mi auguro che non succeda o forse si, attendiamo altri 700 giorni e lo sapremo, nel frattempo evito di seguire un patetico teatrino fatto di insulti e di accuse degne del peggior stadio di calcio sia in Consiglio sia tra i titoli dei giornali, e capite ora il perchè me ne sono stato fuori da questo manicomio…