IL DIARIO DI UN LEGNANESE CHE VIVE INTENSAMENTE LA CITTA' IN CUI E' NATO
IL SOTTOPASSO DIVENTA ACCORSI

Il 12 settembre 1965 fu un giorno di festa a Legnano, era una bella domenica soleggiata e da quel giorno lontano 60 anni abbondanti da noi, si collegò Piazza Monumento a Piazza del Popolo, uno degli eventi storici, paragonabili all’apertura dell’autostrada del 1924. Quei 300 metri di strada e marciapiedi per 60 anni non hanno mai avuto un nome, si è sempre detto il sottopasso centrale, o della stazione, da domenica 21 dicembre 2025 si chiamerà SOTTOPASSO LUIGI ACCORSI, toccò a lui questo onore di volere ed inaugurare un’opera pubblica già indispensabile quando Legnano aveva un parco auto di un ventesimo di mezzi rispetto all’attuale, quando Legnano non toccava nemmeno i 50 mila residenti, ma per passare oltrestazione con un mezzo, c’erano i passaggi a livello e l’unico sottopasso in via san Bernardino… Cancellato il suo nome alla residenza per anziani della Canazza, era giusto trovare una collocazione col suo nome ad imperitura memoria, ed il sottopasso è il luogo giusto, quanti progetti furono fatti negli anni precedenti, Accorsi iniziò il suo mandato di Sindaco nel 1961 e nel 63 fu approvato il progetto e iniziarono i lavori, fu necessario abbattere anche un tot di cortili, l’ingegnere e la sua giunta riuscirono a trovare la soluzione giusta per il godimento futuro di tutti i legnanesi ed avventori della città. Questo sottopasso mandò il pensione il passaggio a livello tra corso Italia e via Venegoni…

E allora si festeggi questa intitolazione con un grande pubblico, domenica 21 alle ore 10,30 nessuno potrà mancare, l’ingegner Luigi Accorsi merita un grande pubblico per dire un GRAZIE che arrivi fin lassù, nacque nel 1906 e fini la sua vita poco dopo aver terminato il terzo mandato nel 1976, un passaggio a Legnano indimenticabile. Ed ora vi posto una galleria fotografica dei lavori e del giorno dell’inaugurazione, le foto mi sono state gentilmente concesse da Carlo Mari figlio dell’assessore Giovanni ed estrapolate dai rotocalchi del Comune, infine documenti cartacei dell’epoca, vi aspetto.


















Ecco fatto, un po’ di storia è stata ricostruita con queste immagini e con il racconto finale di Giorgio D’Ilario, non ci rimane che scoprire che razza di targa si è meritato il grande Sindaco Luigi Accorsi.
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