IL DIARIO DI UN LEGNANESE CHE VIVE INTENSAMENTE LA CITTA' IN CUI E' NATO
CON LE SPALLE AL MURO

Se queste mura potessero parlare… Quante volte abbiamo pronunciato questa frase o sentito dire da altri… Stasera mi sono soffermato su questa foto, risalente all’82/83 forse 84 e mi son ricordato di ciò che mi disse un giorno l’indimenticabile Giacomo Agrati : prendi una foto, guardala e riguardala e vedrai che trovi anche decine di argomenti cercando i particolari, e allora faccio questa prova. Perchè “con le spalle al muro”? Perchè quel muro ha più di 100 anni, esiste ancora e faceva parte del lato sinistro del vecchio cinema Aurora, chiuso sul finire degli anni 60 e divenuto poi il cinema dell’oratorio sant’Alberto chiamato da tutti Oratorio di san Domenico. Io sono cresciuto li, li e nel cortile di via Cavour 24 erano i luoghi del mio svago e dei miei amici… Divenendo adolescente e poi adulto ho cominciato a fare l’animatore all’oratorio e ci ho messo davvero tante energie, mi piaceva far divertire i bambini perchè prima, altri ragazzi più grandi di me avevano inventato di tutto per farci giocare insieme all’oratorio… Pensate che tutti gli 11 bambini ritratti in foto ora hanno già raggiunto e superato di poco i 50, sono bambini del ’74-75, alcuni li rivedo ancora o gli ho rivisti negli anni ed è bello che loro si ricordino del vecchietto del ’63 che li faceva giocare all’oratorio della domenica pomeriggio e non solo… Di uno di questi, Marco Moretto, sono pure il padrino di Cresima, Massimo viaggia sugli F24, Carlo è il boss di grandi eventi, Alessandro gestisce la birreria più pazza del circondario, Andrea è un pezzo grosso di Esselunga, mentre di alcuni ho proprio perso le tracce, mi ricordo o nome e cognome o solo il nome o solo il cognome, serve molto guardare una foto e sforzarsi di ricordare i momenti della gioventù… L’altro adulto in foto è il prete che più ha segnato la mia adolescenza, Franco Sanvito, che una volta lasciato il ministero è diventato cittadino legnanese da oltre 30 anni, ed è sempre bello incontrarlo spesso in piazza come animatore “della panchina” o nel tradizionale incontro della vigilia di Natale a casa sua, quella casa che ha visto crescere Ilaria che tra poche settimane diventerà mamma e mi regalerà il terzo titolo di Nonno, un titolo che da più soddisfazioni di una medaglia d’oro alle Olimpiadi. E quel maglione bianco con 81 quadrettini fucsia ? Un maglioncino fatto ai ferri da mia mamma che rappresentava la copertina del disco di Angelo Branduardi 9.9.81, giorno di uscita dell’album, Branduardi, un altro personaggio che con la sua musica mi ha sempre fatto stare bene, uno che se non ci fosse stato, bisognava inventarlo. Ma voi, avete dei muri che possono raccontarvi qualcosa o ricordarvi qualcosa ? La storia non è solo in un monumento, la storia semplice la si può ricordare anche con una foto, ogni foto, un attimo di felicità e di foto felici, nel mio archivio ne ho tante, mie, dei miei figli, dei miei amici, delle persone che non ci sono più, ma che regalano a questa mente sempre nuova linfa per il futuro.
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