IL DIARIO DI UN LEGNANESE CHE VIVE INTENSAMENTE LA CITTA' IN CUI E' NATO
L’INUTILE MUSEO DI VIA PONTIDA

Foto della prof Anna Maria Macchi.
Cominciate leggendo la breve storia della piscina e bagni pubblici sulle rive dell’Olona:
https://danieleberti.it/2017/08/10/la-piscina-sulle-rive-dellolona/
Letta la storia, cominciamo a ragionare sul presente: l’amministrazione guidata da Lorenzo Radice ha voluto questa opera che dal punto di vista architettonico è un ottimo recupero seppur fatto con denari che un giorno qualcuno vorrà indietro non essendo nè oblazioni nè finanziamenti a fondo perduto. In questi 5 anni abbondanti abbiamo visto in città diversi recuperi fatti con denari del famoso PNRR, un modo simpatico per non chiamarli “inculata europea”, ma questo lo scopriremo quando sarà troppo tardi. Di preciso non saprei quanti milioni il Comune ha incamerato per far diventare un cantiere infinito questa città, diciamo TANTI, direi TROPPI: sistemare edifici che poi possano vivere di luce propria è una cosa, mettere insieme decine di situazioni dove dopo tutta la comunità deve mantenere, mi pare troppo, mi pare ideologico non ideale. E di minchiate ideologiche in questi 5 anni ne abbiamo viste, eccome ne abbiamo viste: da buon seguace dell’Agenda 2030 il nostro Condottiero di Palazzo Malinverni prima ha infarcito la città di piste ciclabili e corsie ciclabili, poi si è inventato la bicipolitana riempiendo di cartelli ogni angolo, senza capire che al 95% dei legnanesi della bicicletta, della mobilità sostenibile, non gliene frega un cazzo, diciamolo con le parole giuste. Pensare di obbligare per ideologia i legnanesi ad inforcare la bici anzichè l’auto è una follia da malati di mente: Legnano non si può girare nè in bici nè coi mezzi pubblici, servono parcheggi e l’imperatore risponde con cartelli. Ma la cosa più bella è che si vuole propagandare la mobilità sostenibile e il servizio pubblico rimane quello fermo agli anni 80, si vuole propagandare la pista ciclabile e non c’è una bici elettrica da noleggiare, ma cosa vogliamo impartire ai legnanesi ? Di andare ai 30 all’ora e soccombere sugli infiniti dossi oramai spacciati come progresso per il futuro ? Ed il Museo dei bambini è la stessa minchiata: il buon senso avrebbe detto di recuperare la palestra (è un dramma per le società sportive trovare spazi) e al limite inventare uno spazio didattico nella zona dei bagni pubblici, invece no, bisogna lasciare il segno per il futuro e lasciare un altra palla al piede per tutta la comunità. Ma poi diciamolo francamente: inaugurare in pompa magna un’opera che sarà fruibile a dicembre, vuol dire prendere in giro l’intelligenza umana. Oggi mi fermo al KIMU, nemmeno un nome in italiano sono riusciti a dare, perchè fa figo parlare in inglese, tanto la scusa è che lo hanno scelto i bambini. Oggi care mamme , papà e nonni che siete stati li a vedere le bolle di sapone e ad ascoltar sermoni sui percorsi ciclabili che collegheranno Castellanza a Milano passando a casa nostra, avete goduto di un giorno di festa, domani i vostri bimbi non avranno nella loro città un centro sportivo degno e nemmeno una palestra in più, rimarranno a bocca aperta alla prima visita utile, pagheranno il loro biglietto e continueranno ad avere un telefonino in mano un minuto dopo… Ne è valsa la pena fare tutto sto gibilè, spendendo 5 milioni x un futuro senza futuro ? La gioventù ha bisogno di libertà e sport per crescere, non di musei, che saranno anche interessanti, ma non devono diventare altre palle al piede, e questa non è ideologia, semplicemente buon senso.
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