IL DIARIO DI UN LEGNANESE CHE VIVE INTENSAMENTE LA CITTA' IN CUI E' NATO
LE PRIORITA’

Oggi, 9 marzo 2026, gita a Cuneo, città bellissima, abbiamo pranzato in un ristorante veramente gajardo e dopo aver passeggiato un po’, abbiamo preso la strada del ritorno e per un inconveniente meccanico all’automobile abbiamo dovuto fare una pausa forzata in quel di Bra, ridente cittadina non lontana da Alba. Bene, nell’attesa di ripartire, mi sono fermato davanti a sto cartello ed ho pensato: a Legnano ci manca anche questa ordinanza, cià che la suggerisco al Sindaco in carica, magari, tra una inaugurazione e l’altra trova il tempo per la 157^ promessa mantenuta. A parte gli scherzi, il nocciolo della questione sta nella parolina “priorità”. Sulle strade fino a ieri sono convissuti auto, camion e bici senza ste cazzo di piste ciclabili e i morti e feriti annuali si possono contare sulle dita di una mano, perchè continuare con questa ossessione del “bici è bello, auto lasciatele a casa “? Ciascuna società e comunità ha delle PRIORITA’ appunto, se vai ad Amsterdam il 50% della gente gira in bici, ma la è culturalmente così, ci sono anche mezzi pubblici che ti aiutano a dimenticare l’automobile. A Ferrara, Parma, in Emilia insomma, la bici la usano molto di più che da noi, ma lo hanno scelto i loro abitanti, non c’è stata forzatura di un sindaco o dell’ideologia di un sindaco. Legnano è un caso eclatante: non ci sono spazi per creare Piste ciclabili vere, cioè costruite con criteri di separazione vera dalla strada carrabile coi mezzi motorizzati, e allora ci si inventa le “corsie ciclabili”, cioè i disegnini e righe che raccontano l’ossessione di quel 2% che usa la bici x il piacere di andare in bici o perchè la macchina non se la possono permettere. Legnano non può considerarsi una città a cui interessano le biciclette, siamo stati famosi col nostro marchio di produttori per tutto il ‘900, ma ora cercare di spingere ad usare la bici, senza un progetto vero di mobilità alternativa all’auto è una roba ideologica, da fanatici dell’agenda 2030, prossima galera per tutti i cittadini obbedienti e idealisti. A Legnano bisogna agevolare la mobilità con l’auto, perchè con un servizio di pullman da terzo mondo, nessuno ha la capacità di resistere a questo nulla pneumatico in alternativa alla propria auto. Fosse per me, nella vecchia piazza del mercato farei un parcheggio Multipiano per farci stare 1000 auto, nel piazzale della vecchia mensa Tosi ex convitto De Angeli Frua farei la stazione dei Pullman extraurbani e mi inventerei il parcheggio al piano terra dell’edificio storico con servizi ai piani superiori così da rendere vivo il collegamento tra stazione e centro… Con poco più di un milione di euro si acquisirebbero 10milametri quadri startegici, e considerando tutti i debiti addizionati nel lustro amministrativo del dottor Lorenzo Radice, mica saranno questi spiccioli a mandare in bancarotta la città di Legnano. E’ anche per questo, caro Lorenzo, che malgrado tutti i tuoi sforzi per risultare simpatico e attrattivo, i legnanesi ti bocceranno il 24 e 25 maggio, hai forzato la mano su troppe cose, tralasciando le spese correnti come quelle delle manutenzioni strade e altre piccole cose che toccano da vicino il 90% dei cittadini che della politica di destra e sinistra non gliene può fregar de meno. La tariffa puntuale, altra minchiata senza senso per rendere la vita ancora più complicata per poi sbandierare le percentuali farlocche dei comuni ricicloni, quando vengono raccolti sacchi fuori regola al 30% e si tace, mentre il bravo concittadino che chiede due sacchetti in più viene punito con la richiesta di pagare 2 euro a sacchetto x i rifiuti aggiuntivi. Quali sono quindi le priorità per il nostro sindaco ? La pista ciclabile deserta 24 ore su 24 o la capacità di agevolare gli automobilisti nel muoversi in una città da 3400 abitanti per kmq ? Abbiamo sfondato la soglia dei 60mila abbondantemente, la densità aumenta e chi compra casa a Legnano non lo fa per le piste ciclabili ma perchè c’è una stazione ferroviaria e due caselli di Autostrada, le Wolsit si fabbricavano in via XX settembre più di cento anni fa e Coppi e Bartali sono finiti sui cartelli a perpetua memoria.
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