IL DIARIO DI UN LEGNANESE CHE VIVE INTENSAMENTE LA CITTA' IN CUI E' NATO
DUE ORE IN PIAZZA TRENTO E TRIESTE

Oggi, bella giornata primaverile e nel pomeriggio verso le 15,00 ho preso per mano Tommy e Viola e ci siamo fatti una scampagnata a 100 metri da casa, al “parco delle Mazzini” che in pochi conoscono come piazza Trento e Trieste… Se dal mio blog digitate sulla lente “piazza Trento e Trieste” vi usciranno 7-8 post fatti negli anni precedenti e qui non voglio ripetere la storia di questo parchetto nato ufficialmente il 24 novembre 1962, forse ero stato appena concepito vista la mia data di nascita 16.7.63. E questo fu uno dei primissimi atti del neo Sindaco Luigi Accorsi, ( con Adriano e Francesco, stiamo lavorando con gioia per pubblicare il libro di quei 15 anni di amministrazione democristiana dal 1961 al 1975…). Ebbene, ho osservato per quel paio d’ore i miei nipoti e giocoforza, i flash di quando ero bamino si susseguivano… Tutti noi li abbiamo sempre chiamati I GIARDINETTI, tenuti sotto controllo “dal guardiano” un signore che sembrava anzianissimo con la sua unghia del mignolo lunga come quella delle donne… Mezzo secolo fa si giocava a biglie o sulla sabbia o sull’Italia in cemento, si pattinava sulla pista ovale, si correva in bici sulla pista con la forma di Monza, ci si sedeva sulle panchine, ci si arrampicava sui giochi, i primi, tutti in metallo verniciato, le piante erano piccole e in 60 anni sono cresciute tantissimo, ora sono giganti e fanno quasi paura, ma anche tanta ombra d’estate… La sensazione però che ho avuto è sempre quella dell’abbandono, dei lavori fatti a metà, malgrado 4 anni fa gli sia stata messa mano rinnovando delle strutture… C’è il percorso per riconoscere i segnali stradali, ma manca un’anima, manca pulizia e manutenzione, fa un po’ schifo vedere i propri nipoti arrampicarsi su cose lerce… E un’anima si farebbe presto a trovarla, rimettendo un custode in chiave moderna: un ragazzo che una volta impiantata una baita di 10 metri quadri, presti giocattoli ai bambini per giocare sulla sabbia, la sabbia e non la terra come adesso che è terrificante, poi andrebbe costruita una gabbia per far giocare a calcetto i bimbi che ora continuano a tirare il pallone sulla strada in via Roma, con un pavimento di erba sintetica perchè non debbano mangiare terra in continuazione. Una volta la settimana i giochi andrebbero lavati e disinfettati con idropulitrice, il parco ha bisogno di questa anima per non sembrare abbandonato a se stesso. Non serve il baretto perchè c’è gia sulla via Roma, serve illuminarlo bene alla sera perchè risplenda nel suo esempio. I giochi si rompono ? Vanno ripristinati subito, come le buche sulle strade… Vandalizzano ? Bene, piazziamo una telecamera a 360 gradi nel luogo e ci vorrà poco a far scappare frequentatori clandestini nelle ore più buie… I metodi per far vivere un parco giochi ci sono anche senza spese folli, i bambini hanno bisogno di questi spazi non di musei a pagamento. Se Mario Almici diventerà il nuovo Sindaco, questo parco giochi dovrà diventare un’eccellenza legnanese anche per onorare la memoria di chi lo ha voluto e cioè il grande ingegner LUIGI ACCORSI, nel 2026 a 50 anni dalla sua scomparsa.

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Mi piace l’idea che i giardinetti diventino un luogo pulito e sicuro dove i miei nipoti quando vengono a trovarmi possano giocare. Sono stati spesi molti soldi per le ciclabili inservibili trascurando il verde e la sicurezza. Il mio desiderio è quello di vedere una Legnano con più alberi con meno cemento, pulita in ogni senso, sicura ripeto SICURA
dove si possa tornare a girare a piedi la sera smettendo di aver paura di essere scippati. Il mio è un sogno o può diventare realtà? lavorando bene e ascoltando la voce dei cittadini si potrà realizzare.