LA DISCARICA UMANA, SIETE VOI (siamo noi)!!!

Nel post precedente, ho parlato di ritorno ai cassonetti, le reazioni sono state di vario tipo, ora però, voglio riportarvi al passato e all’evoluzione del servizio di igiene urbana… Negli anni 70, ve li ricordate “i patumierati”? avevano dei grossi camion puzzolenti dove gettavano i sacchi neri e una grossa vite iniziava a compattarli nella propria pancia. I patumierati arrivavano in cortile, toglievano i sacchi neri dai cestini metallici e li sostituivano con quelli nuovi, passavano 2 volte la settimana. Nei condomini seminuovi dell’epoca la gente faceva il suo sacchetto con dentro di tutto, usciva dalla porta e dal buco della tromba delle scale gettava il rifiuto che giungeva con la forza di gravità al piano terra o al sotterraneo, dove i patumierati, raccoglievano il materiale sempre due volte la settimana… Poi arrivarono i SULO verdi ricordate ?

Negli anni 80 quindi, basta patumierati col servizio a domicilio (era l’impresa Maddalena con sede in via per Canegrate a gestire l’appalto ), si passa a raccogliere ai bordi delle strade, qui si buttava ancora di tutto e uno dei servizi gratuiti di differenziazione, lo facevano i fratelli Pozzobon che andavano a ravanare tutte le sante mattine,  liberando dai cassonetti carta cartone ed elementi ferrosi per poi portarli in via Asti dove c’era il deposito degli imballi. Forse c’era anche altra gente che ravanava dentro alla ricerca di qualche piccolo tesoro, io ricordo loro, i cacciatori di cartone , che tra l’altro liberavano un grande spazio. Tallone di Achille: spesso sti cassonetti in plasticone venivano incendiati o da qualche idiota patentato o da qualche idiota che buttava nel cassonetto le ceneri ancora calde del camino… Si passò quindi negli anni 90 ai cassonetti di metallo con vari colori: uno per l’indifferenziato, uno per la carta, uno per il vetro, uno per plastica e lattine e uno per l’umido. Vi era quindi la prima obbligatorietà anche logica, dove al rifiuto viene dato un valore e  il cittadino è praticamente costretto a dividere i materiali. Ad un certo punto, qualcuno decide che i cassonetti sono brutti, si fa il porta a porta, non puoi più decidere tu quando differenziare le cose, ma devi seguire un ferreo calendario, dove per l’umido ti danno dei sacchetti di merda che si squagliano, siamo nei primi anni del 2000, la plastica viene messa all’indice per i sacchetti, ma al supermercato metà della merce è dentro in contenitori di plastica… Ve ne siete accorti o ci dovete ancora pensare ? Nel frattempo sono nate anche le discariche o piattaforme ecologiche in via san Michele del Carso e in via Menotti, questo già dagli anni 90, successivamente verrà aperta la discarica unica in via Novara 250. Sarà anche bello togliere dalla vista i cassonetti ma vedere un giorno si e un giorno no i sacchetti gialli, poi quelli viola, poi i contenitori marroni dell’umido, poi quelli del vetro, poi gli scatoloni sui marciapiedi….Diciamolo: è uno schifo pure questo e questo schifo ha un costo quasi doppio rispetto alla raccolta coi cassonetti e una continua emorragia di personale che si “usura” per i sù e giù dai camioncini… Da ultimo, i sacchetti con i chip cosiddetti, a questo punto non puoi buttare ciò che vuoi ma hai anche un limite di rifiuti da produrre, pena la multa di dover pagare i sacchetti 2 euro cadauno dopo che per non sprecarli tutti ti sei tenuto la rumenta 50 giorni in casa o sul terrazzo… Pazzesco ! Sulla discarica farò un post apposito e spiego come si dovrebbe organizzare facendola diventare un luogo redditizio e non in perdita come è ora. Tra poco diventeremo rifiuti pure noi, siamo in troppi sulla Terra , ci piace l’intelligenza artificiale e pensare poco…I criminali del mondo ci stanno facendo sentire l’acqua tiepida che aumenta sempre di temperatura. Buona Agenda 2030 a tutti !

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